EMDR
trattamenti dei traumi
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Che cos’è l’EMDR
L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è una tecnica psicoterapeutica riconosciuta a livello internazionale come trattamento evidence-based del trauma e di numerosi disturbi legati allo stress e all’ansia.
Si basa sull’idea che il ricordo traumatico — sia quando si parla di singoli eventi drammatici, sia per esperienze negative ripetute — sia una memoria che si è immagazzinata in modo disfunzionale, generando sintomi nel presente.
L’obiettivo dell’EMDR è riattivare il naturale processo di elaborazione del cervello, permettendo alla persona di integrare l’esperienza, riducendone la carica emotiva e modificando le convinzioni negative associate.
Da dove arriva l’EMDR?
L’EMDR nasce nel 1987 grazie alla psicologa americana Francine Shapiro.
La storia è diventata famosa: durante una passeggiata, Shapiro notò che i suoi pensieri disturbanti diminuivano di intensità mentre i suoi occhi si muovevano spontaneamente da una parte all’altra. Da qui partì la ricerca che, negli anni successivi, portò allo sviluppo di un protocollo strutturato. Nel 1990 iniziarono i primi studi clinici, nel 1995 avvenne il riconoscimento da parte dell’American Psychological Association come trattamento promettente per il PTSD.
Dal 2000 ad oggi si è verificato un enorme sviluppo scientifico, con centinaia di studi, linee guida internazionali e applicazioni su ansia, dolore, dipendenze, traumi relazionali e disturbi somatici.

Come funziona l’EMDR? – Il modello AIP
La teoria principale che spiega l’EMDR è chiamata Adaptive Information Processing (AIP).
Secondo questo modello:
• il cervello elabora automaticamente le esperienze per integrarle nella memoria;
• quando un evento è troppo intenso o vissuto in un momento di vulnerabilità, l’elaborazione si blocca;
• il ricordo resta “intrappolato” con le stesse emozioni, sensazioni fisiche e convinzioni sperimentate durante l’evento originale;
• nel presente, stimoli anche banali ma che vagamente richiamano la situazione originale possono riattivare quelle memorie e sensazioni (ansia, somatizzazioni, flashback emotivi).
Durante l’EMDR si combina il ricordo del trauma con stimolazione bilaterale (movimenti oculari, tapping o suoni alternati).
Questo duplice focus di attenzione facilita:
• la desensibilizzazione (riduzione della carica emotiva),
• l’integrazione dei diversi aspetti dell’esperienza,
• la formazione di nuove connessioni più adattive.
Di cosa consiste una terapia EMDR?
L’EMDR non è solo movimenti oculari: è un trattamento completo, con un protocollo in 8 fasi, personalizzabile a seconda del caso clinico:
La teoria principale che spiega l’EMDR è chiamata Adaptive Information Processing (AIP).
Secondo questo modello:
• il cervello elabora automaticamente le esperienze per integrarle nella memoria;
• quando un evento è troppo intenso o vissuto in un momento di vulnerabilità, l’elaborazione si blocca;
• il ricordo resta “intrappolato” con le stesse emozioni, sensazioni fisiche e convinzioni sperimentate durante l’evento originale;
• nel presente, stimoli anche banali ma che vagamente richiamano la situazione originale possono riattivare quelle memorie e sensazioni (ansia, somatizzazioni, flashback emotivi).
Durante l’EMDR si combina il ricordo del trauma con stimolazione bilaterale (movimenti oculari, tapping o suoni alternati).
Questo duplice focus di attenzione facilita:
• la desensibilizzazione (riduzione della carica emotiva),
• l’integrazione dei diversi aspetti dell’esperienza,
• la formazione di nuove connessioni più adattive.
Che cosa si prova durante una seduta?
Durante il protocollo EMDR il momento della desensibilizzazione, quindi delle stimolazioni bilaterali, è spesso quello con la carica emotiva maggiore. In questa fase le persone solitamente riferiscono:
- sensazioni emotive che cambiano rapidamente
- ricordi che diventano “più lontani” o meno intensi o più difficili da recuperare
- alleggerimento fisico (spalle, stomaco, gola)
- nuovi insight (“ora lo vedo in modo diverso”)
La tecnica non cancella il ricordo ma riesce a modificare il modo in cui il cervello lo conserva e lo recupera. In questo modo avviene anche una modifica nel modo stesso in cui viviamo quel ricordo e le situazioni ad esso associate.
Limiti dell’EMDR
L’efficacia dell’EMDR non deve però farci pensare a una tecnica magica adatta a tutto. Infatti in alcuni casi non è indicato come primo intervento, se c’è instabilità psichiatrica grave, se è presente abuso attivo di sostanze e se ci sono forti stati dissociativi non stabilizzati è meglio iniziare con un lavoro differente legato alla stabilizzazione del paziente e delle sue risorse. Solo in un secondo momento si valuterà se ci sono i presupposti per un lavoro di rielaborazione.

In sintesi: perché scegliere l’EMDR
In primo luogo è una tecnica con forti evidenze scientifiche, quindi una tecnica sicura e anche affidabile.
Un altro vantaggio significativo è che può essere un trattamento rapido in casi di traumi singoli e acuti, questo significa liberarsi dei sintomi in maniera efficace.
È una tecnica che può essere inserita in un percorso di cura o di crescita personale anche più ampio perché permette un lavoro sul sintomo e attiva una rielaborazione interna di vissuti dolorosi.
Infine l’EMDR ci permette di liberarci di quei pesi che abbiamo accumulato nel passato per poter così concentrare le nostre energie per vivere liberamente il presente e il futuro.