Le fobie sono disturbi molto diffusi e spesso invalidanti. Chi ne soffre sa quanto possa essere difficile anche solo pensare alla situazione temuta, che si tratti di volare, di trovarsi in uno spazio chiuso o di avvicinarsi a un animale. La reazione che si attiva in questi casi non è semplice paura:si tratta di una risposta automatica, irrazionale e sproporzionata, difficilmente controllabile, che finisce per condizionare la vita quotidiana.
Cosa significa fobia?
Il DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) definisce la fobia specifica come: “Paura o ansia marcata verso un oggetto o una situazione specifica (come volare, altezze, animali, ricevere un’iniezione, vedere il sangue). L’oggetto o la situazione fobica quasi sempre provoca una risposta immediata di paura o ansia, è attivamente evitato o sopportato con intensa paura o ansia, e tale paura è sproporzionata rispetto al pericolo reale rappresentato.”
Quindi, per soddisfare i criteri diagnostici nel DSM-5-TR devono essere presenti:
- Ansia o paura marcata e persistente (almeno 6 mesi) verso una situazione o un oggetto specifico.
- Il soggetto evita attivamente la situazione temuta.
- La paura è sproporzionata rispetto al pericolo reale, considerando anche il contesto socio-culturale.
- Il disagio compromette in modo significativo il funzionamento sociale, lavorativo o personale.
In altre parole, la fobia può essere vista come un apprendimento emotivo che si è “fissato” nella memoria, mantenendo attive risposte di allarme anche quando non sono necessarie.
Come funziona l’EMDR nel trattamento delle fobie
L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è una tecnica psicoterapeutica evidence-based riconosciuta dall’OMS per il trattamento del trauma. Negli ultimi anni, si è dimostrata altamente efficace anche nel trattamento delle fobie.
Il protocollo EMDR per le fobie si articola in diverse fasi:
- Identificazione dell’evento scatenante originario: spesso alla base della fobia si trova un’esperienza traumatica o stressante. Ad esempio essere rimasti bloccati in ascensore, un volo turbolento, un morso di cane.
- Desensibilizzazione del ricordo: il terapeuta guida il paziente nel rivivere il ricordo in modo controllato, utilizzando stimolazioni bilaterali alternate. Attraverso questo processo, si vuole ristrutturare l’apprendimento fobico con un nuovo pattern più coerente, adattivo e meno emotivamente carico.
- Generalizzazione alle situazioni temute: dopo la desensibilizzazione del ricordo originario, si lavora sulle situazioni fobiche attuali o anticipate. Ad esempio immaginare di entrare in ascensore o di volare.
- Installazione di risorse: si rinforzano esperienze di sicurezza, autoefficacia e controllo, per consolidare la nuova risposta emotiva.
L’obiettivo di questa procedura non è eliminare la paura, ma renderla proporzionata: la mente impara a distinguere tra ciò che è pericoloso e ciò che sembra tale.
Evidenze cliniche
Diversi studi scientifici hanno documentato l’efficacia dell’EMDR nel trattamento delle fobie:
- De Jongh et al. (2002) hanno mostrato una riduzione significativa dei sintomi fobici in pazienti con fobia dentale dopo poche sedute di EMDR, con miglioramenti stabili nel follow-up a 12 mesi.
- Murphy et al. (2017) hanno evidenziato risultati paragonabili all’esposizione graduata nella fobia da volo, ma con una più rapida riduzione della risposta fisiologica di ansia.
- Una meta-analisi di Nijdam & Olff (2016) ha sottolineato che l’EMDR è particolarmente efficace nei casi in cui la fobia è collegata a un evento traumatico specifico.
In generale, la letteratura mostra che l’EMDR accelera i tempi di trattamento, migliora la tolleranza emotiva e riduce le reazioni di evitamento.
Strategie per mantenere i progressi
Dopo aver lavorato sui sintomi principali, è importante consolidare i risultati con strategie di mantenimento. Due strumenti particolarmente utili sono la mindfulness e l’ipnosi clinica.
Mindfulness
La mindfulness aiuta a riconoscere precocemente l’attivazione ansiosa e a restare nel “qui e ora”. Numerosi studi (Kabat-Zinn, 2003; Goldin et al., 2010) mostrano che la mindfulness riduce la reattività del sistema limbico e migliora la regolazione emotiva.
Ipnosi clinica
L’ipnosi favorisce il senso di sicurezza e di fiducia, facilitando la ristrutturazione immaginativa della situazione fobica. Alcuni protocolli combinano EMDR e ipnosi, alternando fasi di elaborazione del ricordo con momenti di visualizzazione guidata, ottenendo un effetto sinergico nella riduzione della paura. Esistono, inoltre, diversi protocolli specifici per induzioni ipnotiche nel trattamento delle fobie.
Conclusioni
Superare una fobia non significa eliminare la paura, ma riconnettersi con la realtà in modo libero e coerente alla situazione.
L’EMDR offre un percorso rapido e profondo per sciogliere le memorie traumatiche che hanno generato e mantengono viva la risposta fobica.
Integrando la terapia con pratiche di mindfulness o ipnosi, è possibile consolidare nel tempo i progressi e costruire un senso di padronanza duraturo. Se vuoi saperne di più, contattami, insieme potremo esplorare il percorso più adatto a te.
Bibliografia:
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24206075/
- https://psycho-trauma.nl/wp-content/uploads/2015/08/Efficacy-of-a-trauma-focused-treatment-approach-for-dental-phobia-Doering-et-al.-2013.pdf
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10225501/
- https://cris.maastrichtuniversity.nl/en/publications/mindfulness-and-task-concentration-training-for-social-phobia-a-p
- https://www.fammed.wisc.edu/files/webfm-uploads/documents/outreach/mindfulness/res-mindfulness-anxiety.pdf