Quante volte capita di dire “mi è venuto il mal di stomaco per l’ansia”, oppure “ho un peso sul petto” in un periodo difficile? Nel linguaggio comune è facile trovare espressioni che collegano mente e corpo, e non è un caso: il legame tra psicosomatica e stress è oggi uno dei temi più studiati dalle neuroscienze.

Non è soltanto un modo di dire. A livello scientifico stiamo sempre più superando la divisione netta tra mente e corpo, e stiamo capendo quanto stress, emozioni e funzionamento corporeo siano strettamente intrecciati.

Nella nostra cultura mente e corpo vengono spesso descritti come due funzioni distinte, ma in realtà questa divisione non esiste: corpo e mente sono una sinergia perfetta e comunicano costantemente attraverso il sistema nervoso, endocrino e immunitario. Quando uno stato di tensione emotiva persiste nel tempo, il corpo può diventare il luogo in cui questo disagio si manifesta.

In questo articolo vedremo anche come l’ipnosi clinica possa essere uno strumento interessante, e sempre più studiato, per aiutare la regolazione dello stress, il riequilibrio neurovegetativo e la riduzione di alcuni sintomi somatici.

Disturbi organici e disturbi funzionali: una distinzione importante

Parlare di psicosomatica non significa affermare che “i sintomi siano inventati” oppure che tutto dipenda esclusivamente dalla mente. In medicina esiste una distinzione importante tra disturbi organici e disturbi funzionali.

Nei disturbi organici è presente un’alterazione fisica identificabile attraverso esami clinici, strumentali o di laboratorio.
Nei disturbi funzionali, invece, il sintomo è reale e spesso molto invalidante, ma non sempre emerge una lesione o una patologia strutturale evidente: è un po’ come se l’organo fosse in una sorta di equilibrio, ma non un equilibrio che genera benessere quanto malessere.

Spesso chi soffre di queste patologie si sente dire “è tutto nella tua testa”, come se il problema fosse immaginario o esasperato a livello psicologico. Il disturbo psicosomatico è invece il risultato di un disallineamento che avviene tra il sistema nervoso, la regolazione emotiva, i sistemi di gestione dello stress e la sensibilità corporea. Questo disequilibrio dà luogo a sintomi e disturbi di diversa natura.

Per questo motivo oggi si usa sempre più spesso il modello biopsicosociale: corpo, mente e ambiente vengono considerati aspetti interconnessi della salute, e non elementi separati. 

Come le emozioni si trasformano in sintomi fisici

Quando viviamo una situazione percepita come minacciosa o emotivamente intensa, il sistema nervoso autonomo entra in modalità di allerta. Aumentano adrenalina e cortisolo, il respiro cambia, i muscoli si irrigidiscono, il battito accelera. Già questo semplice meccanismo ci mostra quanto mente e corpo non siano due funzioni separabili, ma strettamente sinergiche.

Questo sistema è perfettamente funzionale nel gestire emozioni anche molto intense, purché temporanee, e serve a preparare l’organismo a reagire allo stimolo.

Il problema nasce quando lo stress diventa prolungato nel tempo. Oggi viviamo in un contesto sociale che rende i fattori di stress meno intensi o rischiosi per la vita dell’individuo, ma molto persistenti sul piano temporale: problemi sul lavoro, difficoltà relazionali, oppure la necessità di prendersi cura di un familiare in difficoltà sono stressor che raramente si risolvono in pochi minuti.

Un’attivazione prolungata può alterare diversi sistemi corporei:

  • apparato gastrointestinale;
  • tensione muscolare;
  • qualità del sonno;
  • percezione del dolore;
  • sistema immunitario;
  • regolazione cardiocircolatoria.

Per questo motivo molte persone sviluppano sintomi fisici in assenza di una causa organica facilmente determinabile, oppure vedono peggiorare disturbi già presenti nei periodi di maggiore carico emotivo.

Tra i disturbi psicosomatici più comuni da stress troviamo:

  • cefalea tensiva;
  • colon irritabile;
  • gastrite funzionale;
  • tensioni cervicali;
  • bruxismo;
  • dermatiti e manifestazioni cutanee stress-correlate;
  • tachicardia funzionale;
  • dolore cronico;
  • stanchezza persistente.

Ascoltare il messaggio del corpo senza allarme

L’approccio più intuitivo e frequente è vivere il sintomo come un nemico da eliminare immediatamente. Per quanto sia naturale e istintivo reagire in questo modo, spesso ciò aumenta paura, ipervigilanza e tensione. Si finisce così a percepire un maggiore stress, e la condizione peggiora.

Se proviamo a mettere in discussione questo approccio bellicoso, possiamo iniziare a considerare il sintomo come un segnale: il corpo sta comunicando che qualcosa nel rapporto mente-corpo-ambiente non è in equilibrio, oppure che non stiamo ascoltando, o ci stiamo negando, emozioni, sensazioni e sentimenti.

Il corpo parla quando la mente tace.

Ascoltare il messaggio del corpo non significa drammatizzare ogni sintomo né attribuire tutto alla psiche. Significa sviluppare una maggiore consapevolezza di ciò che accade dentro di sé:

  • riconoscere i livelli di stress;
  • notare le emozioni trattenute;
  • osservare i segnali corporei precoci;
  • comprendere i propri ritmi fisiologici.

Molte persone, soprattutto quelle abituate a “funzionare sempre”, si accorgono delle proprie emozioni solo quando il corpo inizia a protestare.

Ipnosi clinica e sintomi psicosomatici

La psicoterapia ipnotica, attraverso l’attenzione focalizzata che si ottiene in trance e il profondo assorbimento mentale, può essere un ottimo trattamento per facilitare cambiamenti psicofisiologici.

Durante uno stato ipnotico il sistema nervoso tende a ridurre l’iperattivazione associata allo stress: sistema nervoso simpatico e parasimpatico ritrovano equilibrio.

Questo può favorire:

  • rilassamento muscolare;
  • modulazione della percezione del dolore;
  • riduzione dell’ansia;
  • maggiore regolazione emotiva;
  • diminuzione dell’iperattivazione neurovegetativa.

Ad esempio, nel trattamento dei disturbi gastrointestinali funzionali, l’ipnosi diretta all’intestino (“gut-directed hypnotherapy”) è una delle applicazioni più studiate. Diverse revisioni scientifiche hanno mostrato miglioramenti significativi nei sintomi e nella qualità della vita dei pazienti con IBS (Irritable Bowel Syndrome)

Il vantaggio dell’ipnosi è che lo stato di trance può aiutare il sistema mente-corpo a uscire da stati cronici di allerta, favorendo una migliore autoregolazione. Inoltre, visualizzazioni e suggestioni metaforiche aiutano la mente a comunicare con il corpo.

Rilassamento ipnotico per il sollievo somatico

Uno degli aspetti più utili dell’ipnosi è la possibilità di indurre uno stato di rilassamento profondo senza forzature.

Il sistema nervoso autonomo è composto principalmente da due grandi componenti:

  • sistema simpatico, legato all’attivazione e alla risposta di allarme;
  • sistema parasimpatico, associato a recupero, digestione e rilassamento.

Quando è presente uno stato di stress costante, è come se il corpo rimanesse bloccato in una modalità di attivazione continua, legata alla risposta attacco/fuga. Attraverso il lavoro ipnotico si può insegnare nuovamente al corpo ad alternare attivazione e rilassamento.

Il problema, quindi, non è solo il sintomo psicosomatico in sé, ma anche la continua attivazione interna che lo alimenta:

  • tensione muscolare costante;
  • respirazione superficiale;
  • ipercontrollo;
  • rimuginio;
  • stato di vigilanza persistente.

Riequilibrio del sistema neurovegetativo

Il cambiamento non riguarda soltanto gli stati soggettivi, ma coinvolge anche il sistema nervoso autonomo, cioè il sistema responsabile del coordinamento e della funzionalità di tutto ciò che il corpo fa senza intervento volontario: digestione, battito cardiaco, respirazione, tensione muscolare.

Tecniche ipnotiche, respirazione guidata e interventi di regolazione corporea possono favorire un riequilibrio neurovegetativo, aumentando gli stati di calma fisiologica e recupero.

Per questo motivo, molte persone, dopo percorsi terapeutici centrati anche sul corpo e sull’ipnosi, riferiscono:

  • miglioramento del sonno;
  • riduzione della tensione interna;
  • diminuzione di alcuni sintomi funzionali;
  • maggiore percezione di controllo;
  • miglior rapporto con il proprio corpo.

Ascoltare il proprio corpo, a volte, richiede una guida. Se vuoi esplorare cosa c’è dietro i tuoi sintomi e scoprire come l’ipnosi clinica può accompagnarti in questo percorso, sono a disposizione per un primo colloquio. 

Scrivimi.

Quando approfondire

Quando compare un sintomo fisico, la prima valutazione da fare è sempre medica. È quindi importante confrontarsi con il proprio medico di fiducia e svolgere un iter diagnostico che possa escludere o individuare eventuali cause organiche.

Quando, durante questo percorso, sia in presenza di cause organiche che non, emerge un possibile ruolo delle emozioni, dello stile di vita, una connessione con un periodo difficile, oppure un aggravamento dei sintomi in specifici momenti di stress, allora può essere utile occuparsi anche del lato psicologico ed emotivo.

La psicosomatica non sostituisce la medicina, ma la integra.

Il corpo non mente, ma spesso parla un linguaggio simbolico e fisiologico insieme. Il nostro compito è imparare sia ad ascoltarlo senza paura, sia ad apprendere tecniche che possano dare risposte concrete ai bisogni che il sintomo sta esprimendo.